I nostri autori

I nostri autori - Francesco Tozzuolo Editore

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  • Alberto Maria Sartore

    Alberto Maria Sartore, Croce al merito del Sovrano Ordine di Malta, è Archivista di Stato, diplomato in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso la Scuola annessa all’Archivio di Stato di Perugia. Ha maturato un’esperienza professionale trentennale nel settore degli archivi giudiziari medievali e moderni nonché degli archivi degli enti sia laici che religiosi del periodo compreso fra il XIII al XVI secolo. Fra gli studi e le pubblicazioni si ricordano: il volume Le pergamene dell’Ospedale di Santa Maria della Misericodia: dalle origini al 1400, pubblicazione del Ministero per i Beni e le Attività culturali, Dipartimento per i Beni Archivistici e Librari, Direzione Generale per gli Archivi; e i saggi 'La fabbrica di San Domenico da Benedetto XI a Pio II', in “La basilica di San Domenico di Perugia”; Agostino di Duccio, novità documentarie, articolo pubblicato per il convegno internazionale della Fondazione Centro Studi Leon Battista Alberti di Mantova “Agostino di Duccio e la cultura artistica dell’Italia settentrionale”. Ha inoltre collaborato con la rivista di storia dell’arte inglese “The Burlington Magazine”, pubblicando alcuni articoli riguardanti l’attività di Perugino e di Raffaello a Perugia. Fra questi la pubblicazione del contratto inedito per gli affreschi del Collegio del Cambio eseguiti dal Perugino. Ha inoltre partecipato con un proprio contributo alle mostre “Perugino il Divin Pittore” del 2004, “Pintoricchio del 2008, e la mostra “Le Perugin maitre de Rapahel” tenutasi a Parigi.

  • Alfredo Vasco

    Alfredo Vasco è figlio di trasmigrazioni continue. Lui stesso diventa trasmigrazione. In lui si perdono i territori e i contorni. Anche le date affogano nel tempo. Rimangono le parole. A testimoniare il suo passaggio sul pianeta.

  • Amedeo Zupi

    Amedeo Zupi nasce a Cosenza nel ’49. Trascorre infanzia e giovinezza nella città natale dove completa gli studi scolastici conseguendo la maturità presso il Liceo Classico Bernardino Telesio. Ne ’68 si trasferisce a Perugia per intraprendere gli studi universitari. Aderisce subito al movimento studentesco e fa parte del comitato di base della Casa dello Studente e del Comitato Politico di Medicina. Inizia la sua militanza politica prima in Avanguardia Operaia e poi in Democrazia Proletaria. Alla fine degli anni ‘70 aderisce al PCI e poi al PDS. Inizia nell'84 la sua attività nel Sindacato Confederale, nella CGIL. Ricopre l’incarico di responsabile della organizzazione dei Disoccupati Cgil organizzando le prime leghe dei disoccupati. Ricopre poi l’incarico di membro della Segreteria Confederale della Camera del Lavoro di Perugia con la responsabilità delle politiche di welfare e del Pubblico Impiego, in seguito diviene Segretario Generale della FP CGIL di Perugia (la categoria che segue i Lavoratori del Pubblico Impiego). Seguono poi l’incarico di Segretario Generale della FP CGIL Regionale Umbria, che ricopre per sei anni, e poi l’incarico di Segretario Confederale Regionale CGIL Umbria. Durante il mandato confederale viene eletto presidente del Comitato Regionale INPS che ricopre per un mandato. Successivamente ricopre l’incarico di Segretario Generale della FLC CGIL Umbria, la categoria dei Lavoratori e delle Lavoratrici della scuola università formazione professionale e ricerca. Attualmente ricopre l’incarico di presidente del Comitato Direttivo SPI CGIL Umbria, il sindacato Cgil che organizza le Pensionate e i Pensionati Nel corso del suo impegno sindacale ha prodotto documenti (relazioni, documenti di analisi politica, sociale, economica ) che sono oggi conservati nell'archivio della CGIL Regionale Umbria (fondo Zupi) e registrati dall'Archivio di Stato. Ha collaborato come redattore nella realizzazione del periodico di politica internazionale e per la pace diretto da Pino Tagliazzucchi e che è stato pubblicato per quattro anni in otto numeri. Di recente ha collaborato alla pubblicazione del libro sul carteggio tra le Prefetture dell'Umbria e il Ministero dell'Interno negli anni 70 per i tipi dell'editore Francesco Tozzuolo. Cultore di studi storici, ha partecipato come relatore ad alcune iniziative sulla storia del fascismo e della Resistenza, ad un ciclo di incontri sull'Inferno dantesco, ad iniziative sulla storia italiana, alla presentazione di libri e figure di autori moderni. Di recente si è interessato al racconto della storia tramite l'uso delle fotografie, pur non essendo un fotografo professionista

  • André Breton

    André Breton (Tinchebray, 19 febbraio 1896 – Parigi, 28 settembre 1966) è stato un poeta, saggista e critico d’arte francese. Noto come poeta e teorico del surrealismo, che favorì con la stesura dei manifesti e curando riviste, mostre e incontri; fu allievo del filosofo André Cresson. Nel 1907 si iscrive al College Chaptal di Parigi (dove si era trasferito con la famiglia) come esterno e continua ad ottenere buoni risultati soprattutto in tedesco. Nasce in questi anni il suo amore per la poesia e sulla rivista della scuola “Vers l’idéal” pubblica, nel 1912, due sue poesie che firmerà con l’anagramma René Dobrant. Scopre in questi anni poeti come Baudelaire, Mallarmé e Huysmans e si appassiona alle arti figurative dimostrando di apprezzare Gustave Moreau, Pierre Bonnard, Édouard Vuillard e Paul Signac, mentre si dimostrerà poco convinto nei riguardi del cubismo e invece attratto dall’arte primitiva. Nascono le prime idee politiche che sono già improntate all’anarchismo.Nel 1919 si mette in contatto con Tristan Tzara al quale manifesta il suo entusiasmo per il “Manifesto Dada 3”. Nello stesso anno fonda con Aragon e Soupault la rivista “Littérature” (una rivista a cui collaboreranno tra gli altri Jean Cocteau, Jean Giraudoux, Valery Larbaud, Paul Morand, Jules Romains, Max Jacob, Tzara ecc.) ed entra in contatto con Paul Éluard. Esce intanto, presso Au Sans Pareil, Mont de piété, sua prima raccolta poetica illustrata da disegni di André Derain, e supera l’esame che lo fa diventare medico ausiliario. Alla fine dell’anno, conosciuto Francis Picabia, ne diventa amico.

    Quando nel 1920 Tristan Tzara arriva a Parigi, Breton e i suoi amici aderiscono con entusiasmo al dadaismo (dedicando tra l’altro il n. 13 della rivista “Littérature” esclusivamente a loro).Nel 1924, dopo qualche anno di tentennamenti dalla rottura con il dadaismo, nasce il surrealismo, ed esce il primo manifesto (firmato tra gli altri da Aragon, Breton, René Crevel, Robert Desnos, Paul Éluard, Pierre Naville, Benjamin Péret, Soupault e Roger Vitrac). Al manifesto viene allegata la raccolta di Breton Poisson soluble. In giugno chiude la seconda serie (iniziata nel marzo 1922) di “Littérature”. Parte invece la rivista “La Révolution surréaliste” (dicembre 1924), a cui contribuiranno, oltre ai fondatori, Antonin Artaud, Michel Leiris, Joan Miró, René Magritte, Raymond Queneau ecc.

  • Andrea Maori

    Andrea Maori (Perugia, 1960), archivista e ricercatore indipendente. Collabora da oltre vent’anni con l’archivio di Radio Radicale. Pubblica regolarmente dal 1988 occupandosi di storia politica contemporanea.

    Per Francesco Tozzuolo editore ha pubblicato: Notabili, spie e politica a Perugia. Pagine sparse da rapporti di polizia e carteggi (1923-1984), (2012, I ristampa 2013); Caro Ministro Le scrivo… Le carte riservate di Prefetture e Questure di Perugia e Terni sull’attività politica in Umbria negli anni ’70 (curato insieme ad Amedeo Zupi), 2017.

  • Angelo Rollino

    Angelo Rollino, neo sessantenne (dal 31 maggio scorso), ex bancario ed ufficiale degli Alpini in congedo. Sposato con Anna Rita da un paio di mesi, due meravigliose figlie di 23 e 25 (quasi) anni, Serena ed Elisa.

    Studi classici, con un diploma ottenuto per il rotto della cuffia nel lontano 1981.

    Discreto chitarrista, accettabile pianista; cintura nera di karate, apprendista di aikido, buon camminatore con una 100KM del Passatore sulle spalle e svariati trekking, lettore onnivoro e seriale, scrittore non improvvisato ma comunque decisamente dilettante.

    Profondamente ottimista, nonostante tutto; fermamente convinto che il giorno più bello sarà quello che ancora deve vivere.

  • Anita Flos Hidden

    Giornalista e scrittrice di Minneapolis (Minnesota), amante dell’arte e della cultura, Anita Flos Hidden ha viaggiato e conosciuto a fondo tutta l’Europa, prediligendo lunghi soggiorni in Italia, in particolare a Firenze, Roma, Napoli e Venezia, città nelle quali ha spesso ambientato i suoi romanzi.

    La curatrice dell’edizione italiana, Fiorenza Mosci, scrittrice e storica umbra, propone al pubblico letterario italiano un primo romanzo di questa Autrice americana della quale ha da subito apprezzato lo stile e la profondità delle analisi psicologiche.

  • Annunziata Romani

    Annunziata Romani è nata a Perugia, città dove vive. Ha lavorato presso la Galleria Nazionale dell’Umbria. Si dedica da sempre alla scrittura; insieme a Loretta Cellini ha pubblicato “Raccomandata con ricevuta di ritorno”, 2007 Guerra Editore Perugia, e “Due penne in tavola”, 2013 Editrice Ali&No Perugia. Ha ottenuto riconoscimenti in concorsi letterari di poesia ai quali ha partecipato, e riconoscimenti in concorsi fotografici. Nel 2012, è stata membro di giuria del Premio Nazionale di Poesia “Città di Corciano”.

    La sua passione per la scrittura e il profondo interesse per le arti visive unite insieme vengono restituite come testimonianze di bellezza e di vita, dopo un passaggio attraverso una sensibilità non comune e uno spirito d’osservazione acuto, ironico, non convenzionale.

  • Antonio Pelliccia

    Antonio Pelliccia è nato nel 1945 a Casalnuovo di Napoli, dove vive ed esercita la libera professione di medico-chirurgo pediatra dopo aver diretto per molti anni una divisione di Pediatria di un ospedale di Napoli. Ha avuto per molti anni esperienze di impegno politico e amministrativo nel proprio comune e nel circondario.

    Ha pubblicato numerose raccolte di poesia. Le sillogi più recenti sono: “ Tra il dare e l’avere “ Nicola Calabria Editore, Patti (ME) 2013 , “ Voci d’incanto d’esilio e di rimpianto “ Nulladie Edizioni Piazza Armerina (EN) 2014, “Il paesaggio dell’anima” Caosfera Edizioni Vicenza 2016, “Diario di Primavera “ Nep Edizioni Roma 2017 , “ Con te comincia il giorno” Caosfera Edizioni Vicenza 2017 e infine “Inquiete viandanze” Pedrazzi Editore Rieti 2020 , “ Ogni stagione che muore “ PlaceBook Publishing Rieti 2021 e “ L’isola e la tua voce “ Tomarchio Editore (CT) 2021.

  • Antonio Porta

    Antonio Porta, pseudonimo di Leo Paolazzi (Vicenza, 9 novembre 1935 – Roma, 12 aprile 1989), è stato uno scrittore, poeta e accademico italiano. Dall’ottobre 1936 ha vissuto a Milano, dove ha compiuto studi regolari. Giocatore di tennis. Nel novembre 1960 si è laureato in lettere moderne all’Università Cattolica. Rapporti con alcuni poeti. Dal 1956 al 1967 ha lavorato per la casa editrice Rusconi e Paolazzi s.p.a. con compiti di coordinamento nel settore della produzione industriale prima del quotidiano sportivo romano Corriere dello Sport - Stadio, poi. Nel 1968 è stato assunto dalla casa editrice Bompiani, Milano, in qualità di direttore amministrativo e assistente di Valentino Bompiani. Nel 1972 è nominato direttore generale delle case editrici Bompiani, Sonzogno, Etas libri, per assumere poi la direzione editoriale della sola Bompiani. Nel 1977 è passato alla casa editrice Feltrinelli in qualità di dirigente. Dal 1981 si è dedicato al lavoro di scrittore, pur continuando a svolgere lavoro di tipo culturale presso la Cooperativa Intrapresa e la Cooperativa Alfabeta, nel cui ambito ha partecipato all’ideazione e organizzazione dei convegni: “Il senso della letteratura”, Palermo, novembre 1984, “Stabat Nuda Aestas. D’Annunzio e la poesia oggi”, Viareggio, ottobre 1985, “Ricercatori & Co.”, Viareggio, febbraio 1987 e le manifestazioni di “Milanopoesia” 1984, 1985, 1986 e 1988. Dal 1982 al 1983 ha insegnato alla Facoltà di Lettere moderne nell’Università di Chieti; nel 1983 è stato professore all’Università di Yale, New Haven, Connecticut (USA); nel 1984 ha insegnato Storia della lingua italiana all’Università di Pavia; nel 1985 ha tenuto corsi di aggiornamento per insegnanti di italiano all’estero alla Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e, nel 1988, ha insegnato Estetica nella Facoltà di Lettere e filosofia all’Università di Bologna. Ha tenuto corsi di scrittura poetica. Porta è stato tra i fondatori e collaboratori delle riviste Tabula, rivista trimestrale di letteratura, primo numero 1979, ultima data di uscita 1981, Cavallo di Troia, trimestrale della Cooperativa scrittori e Lettori, primo numero inverno 1981. Era il direttore responsabile e attivo redattore della rivista Alfabeta, mensile di cultura edito a Milano in cooperativa, fondato nel 1979 e La Gola, rivista del cibo e delle tecniche di vita materiale, fondato nel 1982, co-direttore insieme ad Alberto Capatti.

    È stato critico letterario de Il Giorno dal 1972 al 1978 e dal 1979 in poi al Il Corriere della Sera; ha collaborato con Tuttolibri, Panorama, e L’Europeo, “L’Unità” e al Il Sole24Ore”; dal 1988 con scritti civili e di opinione ha collaborato con Sette (supplemento del sabato del Corriere della Sera). Con scritti teorici sulla pubblicità ha collaborato a Target, Comunicare e Strategia. Ha lavorato per la RAI nel gennaio-marzo 1987 e nell’ottobre-dicembre dello stesso anno come autore e conduttore del settimanale “Settantaminuti”. Nel 1988 ha curato la presentazione del settimanale Prima di cena, tra speranza e nostalgia, in onda su Radiodue. È stato membro del consiglio di amministrazione della Fonit Cetra S.p.A. dal 23 luglio 1985. È stato poi confermato consigliere per la Nuova Fonit Cetra S.p.A. il 27 luglio 1987. Muore di infarto a Roma il 12 aprile 1989.

  • Antonio Rispoli

    Antonio Rispoli, giornalista ed editorialista, dopo la facoltà di economia e commercio, ha lavorato nei Tribunali come stenotipista, approfondendo le conoscenze nel campo del diritto. Durante quel periodo ha cominciato a collaborare sotto pseudonimo con un giornale locale scrivendo trafiletti sui processi che avvenivano. Abbandonato il lavoro a causa del comportamento dell’azienda, ha cominciato a lavorare a tempo pieno come giornalista, diventando professionista nel 2009. Da allora ha lavorato come responsabile del settore economia e del settore esteri. Subito dopo è diventato anche editorialista. Fino a quando ha deciso di affrontare questa nuova esperienza di scrittore.

  • Armando Maria Bonato

    Armando Maria Bonato nasce a Milano, vive in Veneto.

    Nel 1994/95 ha lavorato per il quotidiano LA VOCE di Indro Montanelli in qualità di correttore di bozze.

    Autore di narrativa, ha pubblicato come Armando Bonato Casolaro.

    Ha esordito con “Viaggio con Jahan” (Ed. Bonaccorso, 2008).

    “Tre chicchi di caffè” -due ristampe- (Ed. Aurelia, 2010), con il sequel intitolato “La giacca mimetica” (Ed. Aurelia, 2013), “Una vita un incontro” (Ed. Aurelia, 2015).

    Ha poi pubblicato “Ultima birra al Curlies bar” (Ed. Historica, 2017), “Basta solo che sorridi” (Ed. Historica, 2020). 

    Ha partecipato con successo ad alcuni concorsi letterari: vincitore del “Concorso Internazionale AlberoAndronico” di Roma Campidoglio.

    Finalista del “Caffè letterario MOAK”.                                                      

    Finalista del “Festival Internazionale Inventa un Film”.

  • Barbara Zolezzi

    Barbara Zolezzi, scrittrice veneziana, esponente del filone del giallo storico italiano, è nota per una serie di gialli storici, ambientati nella Venezia del Rinascimento. Vincitrice per due volte, una delle quali ex aequo, al Mystfest di Cattolica, ha pubblicato romanzi e racconti, in parte di ambientazione storica, con case editrici quali Hobby&Work, Sonzogno, Mondadori. Ha collaborato con l’Angolo Giallo del Gazzettino di Venezia con una serie di storie

  • Carlo Antonio Modena

    Carlo Antonio Modena nasce a Verona il 6.11.1931 e vi risiede fino al 1947 allorché, orfano di madre, segue il padre Aldo trasferito a Perugia quale Controllore e Capo Servizio della Saer (Azienda filoviaria). Si integra subito con il nuovo ambiente grazie anche alla sua passione per il calcio militando nella squadra Juve xx Giugno di porta San Pietro e sucessivamente nel Torgiano e nell’Usu di Umbertide. Nel 1949 entra a far parte della Perugina a Fontivegge in qualità di operaio, dove viene utilizzato in tutti i settori produttivi allorché su invito di Gianni Spagnoli viene aggregato al Laboratorio Chimico dove, come primo incarico provvede alla realizzazione del ricettario sino ad allora inesistente. Grazie alla fiducia goduta da parte di Aldo, Gianni e Massimo Spagnoli, diventa capo sezione del Controllo Statistico di Qualità.

    Nel 1951 il padre si risposa con Maria Forni direttrice dell’ICAP e con l’arrivo del fratello Marzio si ricostituirà il nucleo familiare. Nell’ambito urbano diviene Revisore dei Conti dell'Accademia Pugilistica Perugina di Aldo Piccini e successivamente cassiere dell’ Associazione Calcio Perugia ai tempi di Lino Spagnoli.

    Sua è l’organizzazione del Torneo di Calcio fra reparti Perugina che per tre anni - dal 1971 al 1973 - regala ai dipendenti dell’azienda momenti di grande svago e allegria

    Alla creazione dell’IBP (Industrie Buitoni Perugina) entra a far parte della Direzione centrale delle Ricerche in qualità di capo servizio auditing controllo qualità.

    Nel 1980 si trasferisce alla G. Spagnoli Industria Alimentare di Olmo alle dipendenze di Gianni Spagnoli ove rimarrà fino al pensionamento. Nel 1961 sposa Maria Carla Porrini dalla quale avrà due figli: Maria Cristina e Aldo, nonché 5 nipoti: Francesco, Veronica, Federico, Alessio e Martina.

    Nei momenti liberi si diletta a scrivere poesiole e sonetti in dialetto perugino con i quali intrattiene gli amici sia direttamente che su Facebook.

  • Carmen Altamura

    Carmen Altamura è nata e vive a Bari. Fin da bambina è attratta dalla lettura e dalla scrittura. I suoi studi magistrali l’aiutano a coltivare questa sua passione. Dopo la mancanza della madre, cui era fortemente legata, decide di mettere i ricordi a lei legati sottoforma di un diario, che diventa anche un libro, che resta però chiuso in un cassetto, fino a quando s’imbatte in un Editore coraggioso, che decide di aprirlo e dargli la luce e nasce così La scala di seta”. Nel frattempo scrive, insieme ad un poeta del quartiere, più di duecento poesie a quattro mani, racchiuse in due sillogi che aspettano solo di prendere vita, più altre scritte da sola e che hanno partecipato ad alcuni “contest-gara” sui social e delle quali una (“Luce”) è stata pubblicata dal quotidiano “Buonasera Taranto” ed un’altra (“Sulla luna”) è stata selezionata in un concorso di Poesie.

    Ha anche collaborato con alcuni suoi testi ad una trasmissione radiofonica su una web radio con uno pseudonimo. Svolge inoltre diverse opere di volontariato: bibliotecaria presso un polo di lettura, progetto del Comune di Bari ed amministratrice di due pagine social, di cui una che si occupa di disturbi d’ansia.

    La pubblicazione di questo libro è una dimostrazione che bisogna sempre credere nei propri sogni.

  • Cinzia Baravini

    Cinzia Baravini è nata ad Esch sur Alzette in Lussemburgo, nel 1973. All’età di 3 anni, si è trasferita a Fossato di Vico in Umbria con tutta la famiglia. Da 20 anni vive a Costacciaro, piccolo comune dell’Appennino umbro.

    Ha una formazione classica. Si affaccia al mondo del lavoro poco più che ventenne trovando la sua dimensione nel network marketing. Si specializza nel lavoro online e strategie di web marketing. L’ottima capacità di leadership la porta negli anni a sviluppare un’importante rete commerciale in Italia e all’estero.

    L’amore per la scrittura, soprattutto la poesia, risale alla fanciullezza.

    Partecipa per la prima volta al Concorso Letterario Internazionale “San Valentino 2021” indetto da Area Cultura con la poesia “Se non è amore… cos’è?” classificandosi al terzo posto. Questa poesia, nello stesso anno, vince altri due concorsi letterari.

    E’ presente insieme ad altri poeti nella trilogia edita da Bertoni editore “INNO ALL’AMORE, “INNO ALLA MORTE” e “INNO ALL’INFINITO”.

    Conduce settimanalmente nella sua pagina Facebook “La ritmica dell’Anima” un salotto poetico e letterario nel quale ospita poeti e scrittori che vogliono raccontarsi.

    La lanterna nell’oscurità è il suo primo romanzo.

  • Claudia Mazzei

    Claudia Mazzei nasce a La Spezia il 18 Agosto 1970, da padre e madre ferrovieri. 

    Ha speso parte della sua infanzia tra la Liguria e la Sardegna, dove passava le estati dai nonni materni, leggendo molti romanzi gialli, e respirando l’aria arida tipica della campagna sarda.

    Da sempre vicina alle materie umanistiche, sceglie di frequentare il liceo classico. 

    Terminati gli studi, svolge numerosi lavori per guadagnarsi da vivere, restando sempre a contatto col pubblico: dalla barista alla postina, dalla cameriera sino alla negoziante. Si sposa ed ha due figlie, ed è in questa fase della sua vita che Claudia si affeziona alla scrittura, coltivandola segretamente.

    Con l’arrivo della pandemia nel 2020, questa passione si palesa, e forse spinta dal desiderio di mandare un messaggio di solidarietà e fratellanza in tempi duri, forse a causa della monotonia del lockdown, Claudia prende coraggio, arrivando a pubblicare le prime poesie sulla sua pagina di Facebook. Scrive diverse poesie e racconti, arrivando poi alla stesura della raccolta "Il mio sguardo".

  • Claudio Montecucco

    Nato a Perugia, Claudio Montecucco si diploma come tecnico delle industrie meccaniche, acquisisce la qualifica triennale di designer industriale CAD. Iscritto alla Facoltà di Architettura di Firenze, dopo alcuni esami abbandona gli studi per lavorare nella gioielleria di famiglia come designer di gioielli. Si diploma successivamente in pianoforte, amante di ogni forma d’arte, cita gli autori in cui si riconosce come Robert Doisneau (‘’Quello che cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo dì ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere”). Uomo schivo e poco incline ad apparire Montecucco è guidato principalmente dall’intuito, la strada è il soggetto principale e più stimolante delle sue fotografie, non ama eventi mondani, ma la felicità silenziosa di un istante della quotidianita’ invisibile.

    «Fotografo il quotidiano della vita, quello che poteva sembrar banale prima di avergli donato nuova vita, grazie ad uno sguardo nuovo. Amo scattare quel che merita di essere fotografato, il mondo quindi, anche nei suoi squarci di umile monotonia. Sono nato chiuso, ma un chiuso aperto alla strada, ed ho cercato la felicità nel silenzio di un istante. Batteva intanto il cuore al tempo di un click.» (M.Thompson Nati)

    L’artista è alle prese nell’arduo compito che ha la fotografia di cogliere un istante e di racchiuderlo in un’immagine per elevarlo ad opera d’arte. Claudio Montecucco in ogni progetto cerca di “unire” tre arti (pittura, architettura e fotografia) in un’unica “forma”.

    Montecucco inizia il suo percorso artistico con la pittura, ma è nella fotografia che trova l’espressione piu’ completa di interiorita’. Sensibilita’, sensualita’ sono persistenti in ogni sua immagine. Quando si definisce

    Claudio Montecucco come un fotografo classico non ci si limita a una semplice constatazione - quella che si ricava osservando le sue riprese cosi attentamente composte da sembrare perfino un pò fuori dal tempo – ma si vuole così sottolineare una sua scelta di campo che è nella stessa misura estetica ma anche più intimamente psicologica. Non è un caso se fra gli autori prediletti cita quelli che tanti anni fa si aggiravano fra le strade parigine non tanto per catturare la realtà quanto per farsene sedurre: quel genere fu definito “photographìe humaniste” perché all’uomo guardava con indulgenza e fiducia. La stessa usata da Montecucco quando va alla ricerca di quei momenti strani e irripetibili dove accade qualcosa dì appena percepibile, capace però dì far intuire che stiamo davvero per sfiorare la bellezza. La sua ricerca è quella del cosiddetto “istante inafferrabile”,

    quello che vorrebbe catturare ogni giorno camminando per strada con la sua macchina fotografica.

  • Cristina Roncigli

    Cristina Roncigli nasce a Gubbio il 24.06.1974; dopo gli studi classici si iscrive alla facoltà di psicologia di Urbino, laureandosi in psicologia del lavoro.

    Attualmente vive e lavora a Gubbio come tecnico per l’inserimento lavorativo, presso i Servizi sociali della zona sociale di appartenenza, con soggetti svantaggiati quindi disabili fisici e psichici, soggetti affetti da dipendenze e in gravi difficoltà socio economiche. Questo le ha dato la possibilità di confrontarsi con la difficoltà e di mettersi ogni giorno in discussione con se stessa, di mettersi al servizio dei più fragili, convogliando la sua sensibilità, oltre che sulla poesia, in una professione di aiuto. E’ dall’età di sei anni che coltiva la passione e l’amore per la poesia e solo nel 2018 decide di farsi conoscere come poetessa, iscrivendosi ad un concorso letterario internazionale, classificandosi seconda con la silloge “Il regno di una donna”. Nel 2019 inizia una collaborazione con la Bertoni Editore che approderà alla pubblicazione un’antologia “Terre di Luce“ di prossima pubblicazione

  • Davide Ferranti...

    Tecnico elettronico (ai tempi delle valvole), poi seminarista, poi libraio in Feltrinelli per una dozzina d’anni, poi magazziniere poi commesso di ferramenta, poi facility manager.

    Laureato in sociologia all’Università di Urbino, un estratto della sua tesi è stato pubblicato in Rivista di teologia morale, edita EDB e ha curato diverse schede editoriali per la rivista Il Regno edita dalla medesima Casa Editrice.

    Lo pseudonimo

    In un ipotetico scaffale ordinato alfabeticamente per autore, lo pseudonimo permette di evitare sia l’imbarazzante prossimità con Fenoglio e Fruttero e Lucentini, sia la confusione con Elena Ferrante: l’autore ha una cugina che si chiama Elena, ma fa l’autista di bus a Roma.

    Barlani mantiene una reverente distanza sia da Babel’ che da Blok; non dimenticato l’immenso Raffaello Baldini, ma di solito i libri di poesia vengono riposti su scaffali a parte.

  • Davide Savorelli

    Davide Savorelli nasce a Mantova nel 1970. Dopo gli studi alla Facoltà di Lettere Classiche all’Università di Bologna, ha intrapreso la carriera giornalistica ed è professionista dal 2002.

    Si diletta di scrittura creativa da parecchi anni. Nel 2017 pubblica il romanzo “I giorni prima” e, nel 2018, “L’anno di Silla”, entrambi per l’editore Pse di Firenze.

    Ha vinto diversi concorsi letterari tra cui “Giallo Fiorentino” nel 2015 e il “Concorso Nazionale San Lorenzo 2016”. Nel 2020 si e aggiudicato il “Concorso Nazionale San Sebastiano”.

    Nel 2020 pubblica il romanzo breve “Karhu” per Iwi Editore. Nel 2021 trionfa nel “Premio Babuk” a Roma. Sempre lo scorso anno il romanzo giallo “Quattro fredde lapidi” viene pubblicato dalla casa editrice Libromania, mentre vince anche il “Premio Nazionale R. Cioni”. Altri suoi racconti sono stati pubblicati in numerose antologie.

  • Dario De Pascalis Lia

    Dario De Pascalis Lia dopo gli studi universitari ha vissuto in varie città d’Italia. Con lo pseudonimo Davide Venticinque ha pubblicato: Il romanzo Amore Chimico (2009), inserito dalla Provincia di Reggio Emilia nella Bibliografia della Giornata Mondiale contro le droghe, il racconto Viaggio dentro nell’antologia Qui tutto va a puttane (2009), contro la tratta a fine di prostituzione; il romanzo Il fattore M - lo strano caso del rapimento Vendola (2012). Finalista del premio Letterario “Molise in giallo”. Un suo testo è stato pubblicato per il premio Guido Zucchi di Bologna.

    Terminata la fase acuta della pandemia ha iniziato a viaggiare per l’Italia con un van, una libreria itinerante che dona parte dei libri a chi è in difficoltà.

  • Dominique Laporte

    Dominique Laporte, nato a Tours nel 1951, si è laureato nel 1972 con una tesi su “L’uniformazione linguistica e l’ideale giacobino della lingua francese” (poi pubblicata nel 1974, in collaborazione con Renéé Balibar, presso Hachette, col titolo Le Français national). Insegna attualmente alle università di Paris VII e Paris Vili (Vincennes); collabora a “Ornicar? “, “Analytica”, “Première Livraison”, e sta curando la traduzione francese di Scatologic Rites of ali Nations di John G. Bourke, la cui traduzione tedesca fu introdotta, nel 1913, da Freud. La Storia della merda, in cui confluiscono alcuni precedenti studi di Laporte, è nelle sue intenzioni il primo abbozzo di un’opera più vasta.

  • Edoardo Sanguineti

    Edoardo Sanguineti (Genova, 9 dicembre 1930 – Genova, 18 maggio 2010) è stato un poeta, scrittore e politico italiano, che fece parte del Gruppo 63. si trasferì all’età di quattro anni a Torino Nel 1946 Edoardo s’iscrisse al Liceo classico Massimo d’Azeglio ed ebbe come insegnante d’italiano Luigi Vigliani. Sanguineti ebbe come docente di storia e filosofia Albino Galvano, pittore, critico, storico d’arte, filosofo amante della psicanalisi e interessato alle avanguardie. Successivamente s’iscrisse alla facoltà di Lettere dell’Università di Torino. In questi anni frequentò il mondo culturale torinese, recandosi a mostre ed ascoltando concerti. Conobbe la pittrice dell’avanguardia Carol Rama, il filologo classico Vincenzo Ciaffi, lo studioso di lingue e culture germaniche Vittorio Amoretti e il romanziere Seborga che frequentava anch’egli a Bordighera e che l’avrebbe indirizzato alle letture di Artaud. Nel 1951 iniziò a scrivere l’opera che si chiamerà “Laborintus” e, come egli stesso dice nei Santi Anarchici, scriveva per una piccola comunità di lettori: “Eravamo in cinque. E i miei quattro lettori erano una ragazza, un aspirante filologo classico e due altri studenti, uno di farmacia e l’altro di medicina”.

  • Elena Pottini
  • Emanuela Casinini

    Emanuela Casinini, perugina doc, è appassionata studiosa e cultrice di storia locale.
    E’ impiegata presso il Polo Museale dell’Umbria, Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria.
    E’ Giurato del Nobile Collegio della Mercanzia; Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana; Dama dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
    Fra le sue pubblicazioni più significative si annoverano: Augusta Perusia o Maschia Peroscia. La storia e i perché di una città, Edizioni Guerra, Perugia 1979; Una Pietra di Perugia, UEMME Editore, Perugia 1983; Solo la luna lo sa, Morlacchi Editore, Perugia 2011; Pillole di storia Perugina. Storie, curiosità aneddoti, Francesco Tozzuolo Editore, Perugia 2018.

  • Enrica Pastore

    Enrica Pastore nasce ad Aulla (MS) il 16 agosto 1974.

    Laureata in psicologia e specializzata in psicoterapia, intraprende la carriera di insegnante e di psicoterapeuta. L’amore per la scrittura, che l’ha sempre accompagnata, trova uno spazio naturale di interessante creatività solo negli ultimi anni.

    Appassionata a varie forme di arte, si dedica alla scrittura di articoli scientifici e divulgativi, racconti, poesie Pubblica questo suo primo libro perchè "era già scritto dentro e aspettava solo di volare!"

  • Enzo Marcaccioli

    Enzo Marcaccioli è nato a Perugia il 19 luglio 1944. Ha effettuato vari studi d’indirizzo professionale e si è specializzato all’Istituto ICIP di Firenze. Ha lavorato per molti anni presso una grande azienda alimentare della regione. È appassionato di araldica, genealogia, storia, simbolismo, storia delle religioni, esoterismo, costumi e tradizioni popolari. Ha operato per molto tempo, con studi e ricerche, con l’ingegner Antonio Calderoni.

    È autore, di monografie, articoli, saggi e recensioni storiche prevalentemente d’interesse locale. Dei suoi lavori si ricordano:Le vie regali e maestre negli statuti perugini- Perugia - 1983 - Guerra Edizioni;Rocca d’Umbertide. Stato attuale e proposta di riuso(relazione storica) - Alfagrafica di Città Castello (PG) - 1985 - a cura del Comune di Umbertide;Rocca di Umbertide. Cronaca di un intervento(contributi filogici e congetture) - Grafiche Benucci di Perugia - 1986 - a cura del Comune di Umbertide; Giuochi antichi e altre tradizioni ludico-sportive in Perugia- Litograph di Todi - Protagon Editrice - 1994 - Comune di Perugia;Campus Orti Sancti Petri. Omaggio al Borgo Bello- Tipografia Properzio - Perugia - 2009 - Futura; Pro eligendo romano pontefice. Le elezioni papali a Perugia - Perugia - 2009 - Futura;Mugnano. La sua storia- Tipografia Properzio - Perugia - Futura, Pro Loco Mugnano;Sant’Antonio e Fontenuovo. Due Borghi del “Rione del Sole” - Tipografia Properzio - Perugia - 2013 - Futura; Il complesso monumentale di Santa Giuliana. Da abbazia a ospedale- Perugia - 2013 - Futura;Porta Sant’Angelo. La Conca, il borgo e la via di Pàstine- Perugia - 2014 - Futura;Porta Eburnea. Caserta e le Fonti di Veggio - Perugia - 2014 - Futura;Porta Santa Susanna. La dimora dei Degli Oddi- Perugia - 2014 - Futura;Il “Palmo”. Visioni della Terra Vecchia - Perugia - 2015- Futura;Perugia. Frammenti di storia templare- Perugia - 2016 - Futura.È anche autore o coautore di elaborati donati a biblioteche e archivi non ancora pubblicati.

  • Fabio Civitelli/Pablo...

    Fabio Civitelli è, e non da oggi, uno dei disegnatori di punta di Tex, il ranger del Texas che dopo 73 anni mantiene il record di personaggio dei fumetti più conosciuto, più letto e più amato dagli italiani. Dai tempi in cui era disegnato dal suo solo creatore grafico Aurelio Galleppini, ne è passata di acqua sotto i ponti, e molte matite si sono cimentate con il prodotto di punta della casa editrice; si può dire che in Italia disegnare Tex è considerato il punto di arrivo per un disegnatore di scuola naturalistica.
    Tra gli artisti che lavorano sul personaggio alcuni in particolare spiccano, per aver saputo magicamente coniugare uno stile personale, riconoscibile e direi “moderno” con le esigenze di rispetto della tradizione iconografica del prodotto, tenute in alta considerazione sia dalla casa editrice sia dallo zoccolo duro dei lettori più affezionati.
    Tra costoro Civitelli è forse il più singolare, la sua cura del particolare, il suo controllo di ogni singolo tratto, la grande maestria nell’uso del chiaroscuro lo hanno portato ad essere scelto specialmente per le storie di ambientazione notturna e per le atmosfere inquietanti, che sa rendere sia con l’uso di raffinate sfumature (realizzate tradizionalmente a mano con tecniche personalissime) che mediante un uso “stroboscopico” del bianco e nero. Prima di disegnare quel numero fatidico di Tex (il numero 293 “I due killers”, scritto da Claudio Nizzi) Civitelli lavorava su un altro personaggio importante della casa editrice, MisterNo, creato dallo stesso editore Sergio Bonelli (che qui si firmava Guido Nolitta).
    Lo stesso Bonelli raccontava che non era riuscito a contattare il disegnatore di cui aveva colto le potenzialità a causa del fatto che questi si firmava con lo pseudonimo di “Pablo De Almaviva”. Un vezzo che Civitelli aveva adottato da quando lavorava, tramite lo StudiOriga, per Edifumetto ed Ediperiodici, case editrici che producevano soprattutto tascabili erotici per adulti, molto in voga nei primi anni ‘70 quando il giovane Fabio esordì (a soli 19 anni) disegnando un albo di “Lady Lust” (una spia sexy protagonista di gialli inglesi già pubblicati dalla casa editrice, ma qui in versione a fumetti) su testi di Paolo Ghelardini. Per la Ediperiodici sostituisce il disegnatore Bruno Marraffa nella serie “Zordon”. Realizza alcune storie con personaggi Marvel ( L’Uomo Ragno e I Fantastici Quattro) per la rivista SuperGulp della Mondadori. Lo studiOriga collabora con la casa editrice Universo, mitica produttrice di testate storiche come “L`Intrepido” e “Il Monello”; Fabio viene incaricato di disegnare la serie “Doctor Salomon”, scritta da Silverio Pisu, noto cantautore e doppiatore. Dopo averne disegnato dieci episodi, Civitelli ha modo di conoscere Sergio Bonelli e viene arruolato in forza alla sua casa editrice, che all’epoca si chiamava ancora Cepim.

  • Fabio Palombaro

    Fabio Palombaro ha frequentato studi classici ed artistici, ha collaborato per il museo di Palazzo Braschi del Comune di Roma alla esecuzione del plastico di Palazzo Spada con la prospettiva del Borromini. Laureatosi in Architettura ha potuto svolgere le tipiche mansioni di ruolo del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Con l’esperienza acquisita sul territorio ha potuto prendere parte a mostre, convegni, commissioni, redigendo saggi, articoli e testi. Tra questi: La Rocca Paolina, un falso d’autore (1988), in tema di censimento dei giardini umbri (1995), Perugia nella guida del Touring Club (1998), Per una Grammatica del muro in Manuale per la riabilitazione e la ricostruzione postsismica degli edifici (1999), Architettura nel primo millennio cristiano a Perugia (2007), in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita dell’architetto rinascimentale Galeazzo Alessi (2012). Attualmente si dedica allo studio ed all’agricoltura in terre ereditate di cui ha narrato la storia (2019).

  • Filippo Tommaso Marinetti

    Filippo Tommaso Marinetti, nato ad Alessandria d’Egitto nel 1876 e morto a Bellagio (Como) nel 1944, ha legato la sua fama all’« invenzione » del futurismo, ma è non meno memorabile per la sua attività creativa di poeta e romanziere.

  • Fillìa

    Fillìa è lo pseudonimo di Luigi Colombo (1904-1936), poeta, narratore, drammaturgo, teorico e pittore futurista.

  • Fiorenza Morighi

    Fiorenza Morighi, Laureata in scienze economiche, nasce e vive a Perugia, dove ha svolto la professione di insegnante.

    Dopo il congedo pensionistico, esordisce come autrice pubblicando “Marhaba, mabsoutha? (Ciao, stai bene?)-microstoria e memorie, patrocinio ass.to alla cultura, 1°ed. Midgard 2009, 2° ed. Ilmiolibro.it,/l’Espresso/2012.

    Nel 2011 cura la sua mostra fotografico-pittorica: Suggestioni dal Vicino Oriente.

    Nel 2012 risulta vincitrice ex-equo al Concorso letterario Lune di Primavera(Comitato Internazionale 8 marzo).

    Nel 2013 pubblica “Viaggiando nel Viaggio…, e insieme alla italo-libanese Titti Colombo Ghazzaoui pubblica Un Attimo Una Vita, seguìto da Due Storie Una Vita…Vera – Ordito e trama a quattro mani”, editi con Ilmiolibro.it/ L’Espresso.

    Nel 2017, ed. Ilmiolibro.it, pubblica A..m’arcord(o), riflessioni e memorie.Ha presentato i suoi libri in Italia (Umbria, Toscana, Sicilia) e in Libano (Beirut e Tripoli).

  • Fiorenza Mosci

    Fiorenza Mosci, scrittrice perugina, laureata in Filosofia e storia, insegnante di Letteratura italiana, da molti anni approfondisce i suoi studi nell’ambito della storia antica e medievale italiana ed europea. E’ Autrice di varie pubblicazioni, tra cui: due romanzi storici, “Viaggio alla Corte di Federico II di Svevia” (selezionato al Premio Alberoandronico di Roma nel 2017) e “La via del Tesoro Teutonico”, il romanzo “Galahad e il Misterioso viaggio tra gli Arcani”, (selezionato al Premio Nazionale Alberoandronico di Roma nel 2012), la raccolta poetica “ Colori ancestrali”(con la poesia “All’alba”, premiata in Campidoglio nel marzo 2014), il saggio filosofico “Il concetto di libertà nei Discorsi sulla Prima deca di Tito Livio di Niccolò Machiavelli”, il saggio storico “Cronaca di una congiura. Le nozze di sangue di Astorre Baglioni”.Appassionata di viaggi, recentemente ha iniziato la pubblicazione di “Itinerari di viaggio” dedicati a specifiche aree europee ed extraeuropee di interesse storico: “Spagna: da Tarragona a Finisterre”, “Grecia: dal mondo classico alla spiritualità bizantina”, “Giordania: dal mondo antico alle Crociate”. Avendo percorso per diversi anni gli Stati Uniti da est ad ovest, ha dedicato il suo primo itinerario on the road alla Mather Road degli USA con il libro “In viaggio sulla Route 66”, a cui sono seguiti: “The South West: Quel treno per Yuma”, “The North-West: South Dakota, Montana, Colorado, Wyoming, Utah”. Attualmente sta lavorando ad un vasto progetto sugli antichi itinerari viari dell’Umbria: di questa Collana fanno già parte: “Monasteri, eremi, abbazie francescane e benedettine” , “La via di San Benedetto da Norcia a Montecassino”, “Corciano: le antiche vie medievali”, “La Via Flaminia, I vol., il tratto da Otricoli ad Acquasparta”. “I castelli di Assisi tra il Chiascio e il Tescio”, “Il Cammino di San Francesco da Assisi a La Verna”. Sull’Abruzzo: “La Media Valle dell’Aterno”.

  • Fortunato Depero

    Fortunato (Fondo, 1982- Rovereto, 1960) Depero nasce a Fondo in provincia di Trento nel 1892. Molto presto si trasferisce con la famiglia a Rovereto dove frequenta un istituto a indirizzo tecnico e artistico. Il suo tirocinio avviene presso lo studio dello scultore Scanagatta. Nel 1913 si trasferisce a Roma con Rosetta Amadori, compagna che sarà al suo fianco per tutto l’arco della vita. A Roma Depero conosce Balla e Marinetti. Nel 1914 realizza una serie di disegni ispirandosi alla simultaneità e al dinamismo di Umberto Boccioni. Nel 1915 firma insieme a Giacomo Balla il Manifesto di Ricostruzione Futurista dell’Universo.

    Lavora per il regista Sergeij Diaghilev realizzando le scenografie del balletto “Le chant di rossignol” di Igor Strawinskij. E’ il periodo in cui incontra Coctecu, Picasso, Clavel.

    Nel 1919 l’artista rientra con la moglie a Rovereto dove inaugura la “Casa d’Arte Futurista Depero”, un sorta di laboratorio di produzione di tarsie in panno, collages e oggetti d’arte applicata. Nel 1923 partecipa alla “I Mostra Internazionale d’Arte Decorativa” di Monza. A partire dal 1925 hanno inizio le fortunate partecipazioni di Depero alle esposizioni internazionali come l’Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes. Nello stesso anno è a Parigi.

    Nel 1927 pubblica Depero-Dinamo Azari, il famoso libro imbullontato, primo esempio di libro futurista.

    Nel 1928 parte per New York dove tiene alcune esposizioni presso gallerie private, ma soprattutto opera come interior designer, scenografo e costumista, pubblicitario e illustratore.

    Nel 1930 torna in Italia: l’anno seguente è a Roma alla “I Quadriennale Nazionale d’Arte”, successivamente alla Biennale di Venezia e poi alla V Triennale di Milano.

    Nel 1948 sbarca nuovamente a New York dove tiene due personali. Rientrato in Italia si applica alla decorazione della Sala del Consiglio Provinciale di Trento.

    Nel 1950 pubblica il Manifesto della Pittura e Plastica Nucleare. A partire dal 1957 si dedica all’allestimento.

  • Francesco Di Vicino

    Francesco Di Vicino è nato a Napoli nel 1963

    Chitarrista e cantautore.

    Conosciuto tra gli addetti ai lavori come ‘O figlio d’o Viento.

    Ha pubblicato nove album discografiici tra il 1990 e il 2022 tra cui Tammurriango, Zingari Distratti, Preta Santa, I come from Italy. Ha effettuato gli studi accademici presso il Conservatorio di musica N. Sala di Benevento dove ha conseguito i seguenti titoli: Diploma accademico di primo livello in Canto (canzone classica napoletana) e diploma accademico di secondo livello in Didattica della musica.

    Ha esordito nella narrativa con Una pioggia di angeli scuri nel 2019.

    Si considera da sempre un cantastorie, e pur essendo “Io sono Grim” la sua seconda esperienza con la narrativa, continua ad affermare che i suoi libri non sono altro che testi di canzoni troppo lunghi da poter essere musicati.

  • Francesco Tozzuolo
  • Francesco A. Troiano

    Francesco A. Troiano è nato a Mattinata (FG), Ingegnere e ex Docente. Pubblicazioni: 1) Invitati a nozze (2011), Menzione d’onore Premio E. de Marchi; 2) La spiaggia dei filosofi (2015), Attestato di Merito Il buon riso fa buon sangue, e Segnalazione Premio C.E. Gadda; 3) Il partito della pennica (2017), Primo Premio Narrando che Passione; 4) Pizzicando le rime (2016), Premio per merito Libera la fantasia; 5) S.P.Q.S. (Storielle Per Quattro Stagioni – 2019); 6) I sonotti dell’Ingegnere (2020). Inoltre - Sonetti Classici- san Michele, 1° posto Pr. E. de Marchi -(poesie religiose); Dolce chimera, Menzione d’onore Pr. E. de Marchi; Alba e san Lorenzo, Menzione d’onore Premio C. E. Gadda 2016. Fra i Sonetti minori, una silloge al 2° posto Il Natale; altre liriche finaliste: Qualcosa da dire, Menzione di merito XI Conc. Parole In fuga; Un attimo di nulla, Finalista al XV Giorn. Mond. Poesia; Il sorriso, Finalista al Conc. Habere Artem; La parola giusta, Finalista al IV Conc. Il Tiburtino 2020.

  • Franco Venanti

    Franco Venanti è un pittore perugino prevalentemente figurativo; ha iniziato a dipingere a 13 anni e nel 1948 ha lavorato nella Bottega del pittore Adalberto Migliorati. Si è diplomato al liceo classico Mariotti di Perugia per poi iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Perugia che non ha mai portato a termine, benché gli mancassero pochi esami, per dedicarsi esclusivamente all’arte.

    Ha esposto nelle più importanti città italiane e all’estero. È stato invitato a rassegne nazionali e internazionali ottenendo numerosi riconoscimenti tra i quali il primo premio alla mostra del “Quadro minimo” di Viareggio nel 1959. Nel 1962 si tiene la sua prima mostra personale a Palazzo Cesaroni a Perugia, presentata da Gerardo Dottori, ed espone alla galleria Lo Sprone di Firenze insieme ad altri artisti umbri dove aveva già partecipato anche alla Mostra organizzata contro le esplosioni nucleari. L’anno successivo ha vinto la settima edizione del premio di pittura ‘Città di Thiene’ ed ha esposto i suoi lavori alla galleria ‘Ghelfi’ di Verona dove, come riporta Il Giornale del Mattino del 12 settembre, viene invitato da un noto gallerista americano ad esporre a New York. Nel 1969 fa il suo esordio alla Biennale internazionale d’arte del Fiorino a Palazzo Strozzi a Firenze, cui prenderà parte a diverse edizioni, ed espone anche al X° Salone d’Autunno a Parigi. Negli anni Settanta prende parte alla Biennale internazionale di Barcellona, dove la commissione della Biennale acquista la sua opera ‘Il computer’, e a quella di di Madrid.

    Sue opere figurano in diverse collezioni private e pubbliche, nazionali ed estere. Alcune presenze: Anatomia di un cappello, collezione d’Arte Moderna, San Marino;, Il computer, raccolta d’Arte Moderna, Biennale internazionale di Barcellona; Giovanna D’Arco, Collezione Ricci, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Ricci, Macerata; Viva la Rivoluzione, Collezione Kou & Saburo, Tokio; Folgorazioni d’amore, Galleria d’Arte Moderna, Santhià.

  • Giacomo Oddo

    Giacomo Oddo, il cui vero cognome era Bonafede, nasce in una famiglia siciliana agiata. Viene avviato alla carriera ecclesiastica. Diviene frate domenicano e non uno dei tanti: raggiunge una buona notorietà sia come teologo e docente di seminario sia soprattutto come predicatore (sarà ben conosciuto fino a Firenze, Bologna, Genova). Ma nella sua famiglia c’è suo fratello Francesco, mazziniano convinto e infaticabile agitatore (finirà anni dopo tra i seguaci di Bakunin).

    La famiglia, tutta, viene ripetutamente fatta oggetto delle “attenzioni” delle polizie degli stati preunitari. Più volte subiscono il carcere. Giacomo Bonafede vive una profonda crisi che lo porterà a lasciare la tonaca, diviene anche lui mazziniano, repubblicano, radicale. Oggi sarebbe classificato tra i sovversivi.

    Per sottolineare la rottura totale e irrecuperabile col suo passato, quando inizia la sua attività di scrittore (sarà attivo nella narrativa, nella storia, nella critica letteraria e nel giornalismo) vorrà firmare col cognome della madre, Oddo. E quindi diviene un autore da non valorizzare. Nelle sue opere le contraddizioni e il pluralismo del Risorgimento emergono tutte. Non si coglie, o almeno non si coglie a sufficienza, l’immagine edulcorata e univoca che si voleva accreditare del “un intero popolo anelante all’unità e alla parola d’ordine Italia e Vittorio Emanuele” che veniva istituzionalmente imposta come verità assoluta. Oddo scriverà tra l’altro un saggio sul brigantaggio e l’Italia dopo la dittatura di Garibaldi.

    Giacomo Bonafede Oddo rimane mazziniano e, come suo fratello del resto, nonostante i buoni rapporti con Crispi e altri ex garibaldini della “sinistra” storica, repubblicano e radicale. Forse questo lo ha escluso dai “cantori”, dai “vati” ufficiali dell’epopea del Risorgimento e ha spinto la sua opera nell’oblio.

  • Giancarlo Stoccoro

    Giancarlo Stoccoro è psichiatra e psicoterapeuta.

    Studioso di Georg Groddeck, ha curato l’edizione italiana della biografia (Georg Groddeck Una Vita, di W. Martynkewicz, Il Saggiatore 2005) e altri saggi Pierino Porcospino e l'analista selvaggio,ADV Lugano 2016; Poeti e prosatori alla corte dell'ES,AnimaMundi 2017). Suo è il primo libro che esplora il cinema associato al Social Dreaming (Occhi del sogno Fioriti 2012).

    Le ultime sillogi pubblicate sono: La dimora dello sguardo, Fara 2018; Prove di arrendevolezza, Oèdipus 2019; La disciplina degli alberi, pref. di P. Steffan, La vita felice 2019; Naufrago è il sogno, Ensemble 2020; L’intuizione dell’alba, pref. di I. Fedeli, Puntoacapo 2020; Litanie del silenzio, pref. di G. Rosadini, Ladolfi 2021; Forme del dono, pref. di V. Guarracino e postf. di E. Roversi, Bertoni 2021; Il tempo cucito dalle parole, pref. di Franca Alaimo, Interno Libri 2022.

  • Giovanni Papini

    Giovanni Papini Accademico (Firenze, 9 gennaio 1881 – Firenze, 8 luglio 1956) è stato uno scrittore, poeta, saggista e terziario francescano italiano, noto anche col nome religioso di fra’ Bonaventura.

    Intellettuale controverso e discusso, ma anche ammirato per il suo stile di scrittura, fu studioso di filosofia, di religione, critico letterario e acceso polemista, narratore e poeta, divulgatore del pragmatismo e delle avanguardie storiche come il futurismo e il post-decadentismo.

    Passò da una posizione all’altra su più fronti, sempre insoddisfatto e inquieto: si convertì dall’anticlericalismo e dall’ateismo accesi al cattolicesimo con punte di eterodossia e intransigenza; passò dal maledettismo e dall’interventismo convinto (prima del 1915) all’avversione verso la guerra. Negli anni trenta, dopo essere passato dall’individualismo al conservatorismo, aderisce infine al fascismo, mantenendo comunque un’avversione verso il nazismo e pentendosi poi del razzismo. Morì nel 1956 di malattia del motoneurone (sclerosi laterale amiotrofica di tipo bulbare), che lo affliggeva dal 1952.

    Pressoché rimosso dalla grande letteratura dopo la scomparsa principalmente per le sue scelte ideologiche, fu apprezzato e rivalutato in seguito; nel 1975, lo scrittore argentino Jorge Luis Borges lo definì un autore “immeritatamente dimenticato”.

  • Giulio Ser-Giacomi

    Giulio Ser-Giacomi, architetto libero professionista, si occupa prevalentemente e ormai da molti anni di interventi di recupero edilizio e riqualificazione urbana, restauro e conservazione architettonica, fin dalla tesi di laurea all’Università di Firenze sul consolidamento statico del Palazzo dei Priori di Perugia.

    Ha avuto la responsabilità di numerosi progetti e diretto cantieri di edifici privati, pubblici, antichi, monumentali, di pianificazione e riqualificazione di quartieri e città storiche. A seguito degli eventi sismici dal 1979 in Umbria e sopratutto dopo quello del 1997 in Umbria e Marche si è occupato di rilievi, progetti e direzioni di lavori di consolidamento e restauro architettonico di edifici e centri storici nelle due regioni: i più impegnativi sono stati l’ex convento di Santa Croce (scuola Montessori), la basilica di San Domenico a Perugia, l’Eremo di Monte Corona a Umbertide.

    Altro interesse ricorrente è quello per la valorizzazione del paesaggio e la progettazione di aree verdi urbane e private, tra questi: l’Isola Polvese nel Lago Trasimeno, il Parco della Resistenza a Pietralunga, il Parco dei Fiumi a Torgiano, il Parco fluviale del Tevere a Perugia.

    Cultore della materia con il prof. arch. ing. Giuseppe Rocchi Coopmans de Yoldi all’Istituto di Restauro della Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, ha svolto per qualche anno attività di assistenza didattica nel Laboratorio di Storia dell'Architettura del Corso di laurea di Ingegneria edile - Architettura dell'Università di Perugia con il prof. Gian Paolo Consoli.

    Esperto in commissioni comunali per la tutela del paesaggio e della qualità architettonica, ha promosso o partecipato a numerosi concorsi, conferenze, convegni, corsi di formazione e specializzazione, ha scritto e curato articoli e libri, in particolare la grande monografia sulla basilica di San Domenico di Perugia (ed. Quattroemme) e la successiva guida illustrata sul grande complesso domenicano (ed. Tozzuolo).

  • Giuseppe Barresi...

    Nato in terra di Sicilia nel 1947, da qualche anno l’autore si è dedicato alla scrittura sotto lo pseudonimo di ni.bar.

    Ha pubblicato:

    - Per i tipi della Tipheret Editore: Dai Faraoni ai Costruttori, un viaggio esoterico all’interno delle caste (2010); Dalle Cattedrali al Tempio, nascita e simboli delle Libera Muratoria (2010); Il Nero e il Bianco: un realistico thriller esoterico (2010); All’ombra della Loggia: l’utopia di Fontechiara all’Oriente di Roccarasa (2011); Introduzione alla Libera Muratoria: istruzioni per l’uso (2014).

    - Per i tipi della BastogiLibri: L’iniziazione nei Versi d’oro di Pitagora e nel Commento di Ierocle (2018).

    - Su Amazon: Il Castello di Tura: viaggio nell’animo e ritorno (2013); Le nuove storie di Giufà: ovvero Giufà e il grande imbroglio (2013); Racconti allo specchio e altre storie (2013).

  • Giuseppe Folchini

    Già cronista di "nera" negli anni giovanili, attualmente si occupa di comunicazione aziendale.

    Ma la passione per il "true crime", e le ombre che pervadono l’animo umano, rimane inalterata.

    Collabora con diverse testate online scrivendo articoli sull’argomento.

  • Giustiniano Degli Azzi

    Giustiniano Degli Azzi Vitelleschi (Perugia, 13 luglio 1874 – Firenze, 13 agosto1960) è stato uno storico, archivista e bibliotecario italiano.

    Di nobile famiglia, si iscrisse giovanissimo alla Facoltà di Giurisprudenza. Dal febbraio 1898 al luglio 1901 fu bibliotecario e archivista del Comune di Perugia. Dal 24 luglio 1901 lavorò all'Archivio di Stato di Lucca, dal 25 giugno 1902 all'Archivio di Stato di Firenze. Nel 1915 si ritirò per motivi di salute.

    Nel 1910 divenne ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia, nel 1912 vicepresidente della Deputazione di Storia Patria per l'Umbria. È ricordato soprattutto per la sua pubblicazione inerente alle stragi di Perugia. Fu attivo soprattutto a livello di ricerche storiche e genealogiche

  • Guglielmo Mazzetti

    Guglielmo Mazzetti detto “Mimmi”, nasce a Perugia l’8 aprile ‘44. Iscritto all’ordine dei gior­nalisti dal 1977, con la nascita delle prime radio private inizia come radiocronista per Radio Umbria Cicom, Radio Astra e Radio Aut. Seguendo le partite del Perugia, dal 1976 collabora per la Tv privata Tele AIA, ed è l’unico telecronista che ha seguito le trenta partite del cam­pionato dell’imbattibilità del Perugia nel campionato di serie A 78-79. Come giornalista sporti­vo collabora con l’Unità, Paese Sera e il Corriere dell’Umbria. Con il passaggio delle frequenze da Tele AIA a Canale 5, passa a Tele Perugia, RTE, Tef e Umbria Tv. La sua trasmissione sportiva Ed è gol è arrivata alla 38° edizione. Quando suo padre termi­nò la sua carriera si iscrisse al corso allenatori di III Categoria. Dal 96-97 ha allenato sino al 2004 in campionati che vanno dalla seconda categoria all’eccellenza. E’ sposato con Francesca dal 1976. Recentemente ha affermato: “Se riuscirò a pubblicare la storia di mio padre, sarà per me la più bella vittoria della mia vita.

  • Guido Giannotti

    Sono nato nel cuore antico di Perugia, in Via Baldo degli Ubaldi, il 3 ottobre 1951, otto anni dopo mia sorella Rita.

    Ho perso mio padre a sedici mesi e a farne le veci è stata mia nonna paterna, Olga, costante e amorevole supporto di mia madre impegnata a lavorare per mantenere la famiglia.

    Dopo il conseguimento del diploma ho lavorato in Perugina per 10 anni, nel settore vendite prima e successivamente nell’ambito del marketing, come product manager.

    Dopo un’esperienza in Colussi Perugia, ho operato in una mia agenzia di marketing e comunicazione, la Tesi M&CA, e successivamente ho iniziato la carriera dirigenziale che mi ha portato lontano da Perugia per circa trent’anni, prima in aziende del settore alimentare e poi altre d’ambito cosmetico.

    Sono sposato dal 1980 con Jumara. Abbiamo due figli, Giacomo e Lorenzo, e da poco siamo diventati nonni di Rebecca.

    Ho sempre amato Perugia e la sua storia (e narrarla alle straniere mi è stato utile da ragazzo per fare qualche conquista), tanto che due anni fa ho deciso di pubblicare <>, il primo dizionario perugino-italiano, italiano- perugino.

    Ora con <> ho voluto ampliare il dizionario (6.700 vocaboli) ed arricchirlo di note storiche e di costume, di schede sul patrimonio architettonico, includendovi le nostre ricette più tipiche, nell’auspicio di corredare al meglio il mio piccolo tributo alla peruginità.

  • Luana Cenciaioli

    Luana Cenciaioli nata a Perugia dove si è laureata in Lettere Classiche nel 1977 con la tesi “Capitelli romani di Perugia”, pubblicata sugli Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Perugia.

    Ha frequentato la Scuola di Specializzazione di Archeologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma.

    Ha partecipato a numerose campagne di scavo nel Molise presso l’antica città di Saepinum.

    Funzionario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, impiegata presso la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria dal 1983.

    Si è occupata principalmente delle testimonianze archeologiche dei Comuni di Perugia, Gubbio, Torgiano nella provincia di Perugia, Otricoli, Calvi e Stroncone nella provincia di Terni , in questi territori ha condotto numerose campagne di scavo mettendo in luce importanti monumenti: il Santuario di Monte Acuto, il Mausoleo rotondo e tratti della via Flaminia a Otricoli, la necropoli protovillanoviana n via dei Consoli a Gubbio, necropoli etrusca di Strozzacapponi ecc.

    E’ stata direttore dell’Ipogeo dei Volumi e della Necropoli del Palazzone, dell’antiquarium e tratro romano di Gubbio, e dell’area archeologica di Otricoli (TR) e dal 2015, al Polo Museale dell’Umbria dirige il Museo archeologico nazionale dell’Umbria, il Museo archeologico nazionale di Orvieto e la necropoli etrusca di Crocifisso del Tufo di Orvieto

    Ha curato mostre e cataloghi ed è autrice di articoli relativi per lo più all’Archeologia di epoca etrusca e romana:

    Perugia, La città antica sotto la Cattedrale di S.Lorenzo

    - L. Cenciaioli, G.M. Della Fina (a cura di), La ceramica orvietana del Medioevo, 1985.

    - L. Cenciaioli (a cura di), Il mosaico di Orfeo. Storia e restauro, 1996.

    - L. Cenciaioli (a cura di), Umbri ed Etruschi. Genti di confine a Monte Acuto e nel territorio di Umbertide, 1998

    - L. Cenciaioli (a cura di), L’arco etrusco e la cinta muraria di Perugia, 2000.

    - L. Cenciaioli (a cura di), Umbria antica: Vie d’acqua e di terra, 2002

    - L. Cenciaioli (a cura di ), Ipogeo dei Volumni e necropoli del Palazzone di Ponte S. Giovanni, 2002

    - L. Cenciaioli (a cura di ), Il piacere della seduzione. Materiali dalle necropoli perugine, 2004

    - L. Cenciaioli (a cura di), Un museo per Otricoli. L’antiquarium di Casale San Fulgenzio, 2006

    - L. Cenciaioli (a cura di), I colori dell’addio, le urne etrusche di Strozzacapponi, 2010

    - L. Cenciaioli, M.Scarpignato (a cura di) Gli etruschi di Perugia, Bratislava 2014

    - L. Cenciaioli (a cura di) Perugia. La città antica sotto la Cattedrale di S.Lorenzo. I risultati degli scavi” Perugia 2014

    - L. Cenciaioli (a cura di), I colori dell’addio, urne e letti funebri da Strozzacapponi, Perugia 2015

    - L.Cenciaioli (a cura di), L’etruria padana e le sue risorse, Atti del Convegno Velimna, Perugia 2016

    - L.Cenciaioli, S.Capannelli ( a cura di) Gubbio. Progetto Guastuglia. Percorsi e riqualificazione dell’area archeologica, Gubbio 2016;

    L.Cenciaioli, G.M.Della Fina (a cura di) L’intrepido Larth. Storia di un guerriero etrusco, Roma 2017

    L.Cenciaioli ( a cura di) L’eros degli etruschi, Perugia 2017

    L.Cenciaioli.M.Saioni, (a cura di) Giochi da Museo, Perugia 2017;

    L.Cenciaioli (a cura di) Umbri ed etruschi. Genti di confine, Perugia 2018

    M.C.Spadoni, L.Cenciaioli, L.Benedetti, revisione del CIL XI, in bozze.

  • Luca Biancardi

    Luca Biancardi è nato a Perugia nel 1959. Vive a Santa Maria degli Angeli con la moglie Paola e le due figlie Beatrice e Brigitta. Diplomato ragioniere, ex impiegato postale, grande lettore e runner da decenni si diletta a giocare con le parole. Appassionato di poesia, pubblica nel 2019 la raccolta poetica Problemi con le rime, Bertoni Editore, Perugia, seguita l’anno successivo da un altro libro di poesie dal titolo Favole, Bertoni Editore, Perugia. Nel 2022 pubblica il suo primo libro di racconti dal titolo Albe e Tramonti, Polymetis Edizioni, Perugia. La staffetta della vita, Francesco Tozzuolo Editore, Perugia, 2022 è una raccolta poetica interamente dedicata al mondo sportivo e i suoi atleti.

  • Margherita Del Ninno

    Margherita Del Ninno originaria di Benevento si stabilisce in Umbria per lavoro.

    Laureata in Ingegneria Civile ed Ambientale si pensiona dalla pubblca amministrazione nel 2020.

    Nel 2018 scrive il suo primo libro  “L’amore che volevo”con Book Sprint Edizioni firmato con lo pseudonimo Selene Norvik con il quale partecipa al Salone Internazionale del libro di Torino nel 2019 ed al concorso letterario “Fulgineamente” nello stesso anno ”.

      Giurata tecnica per il concorso letterario “Fulgineamente” negli anni 2020-2021; Nel 2021 articolo “I Monti Sibillini” per il Magazine Valnerina: tra storia e natura con lo pseudonimo di Margie Denis.

    Presentazione Primo Festival del libro “Giallo  Trasimeno” ;  Sempre nel 2021 pubblica “L’Amore negato” con la Midgard edizioni con il quale partecipa al Salone Internazionale del Libro di Torino nel 2022, lo stesso anno con la pubblicazione del libro “La vita dopo la morte” con il Gruppo Albatros Srl partecipa  ai concorsi “Premio Dario Galli”, “Fulgineamente”; Concorso Manoscritti Adelphi.

  • Massimo Trifirò

    Massimo Trifirò è nato e vive a Lecco, nei luoghi manzoniani, della quale è Cittadino Benemerito. È lo scrittore che ha dedicato più pagine di narrativa alla sua città. È laureato in Scienze Politiche con specializzazione in Storia.
    Fin da giovane è stato attratto dalla scrittura, alla quale si è costantemente dedicato con racconti, satira politica, ricostruzioni storiche e romanzi brevi a puntate. Ha collaborato a giornali nazionali, regionali e locali, a riviste nazionali e alla nota collana di spionaggio di Arnoldo Mondadori Editore.

    Ha partecipato a due edizioni del Mystfest, il Festival del Giallo di Cattolica.

    Oltre che di numerosi interventi sui periodici, è autore di decine di libri di diversa categoria: antologie di racconti, romanzi di spionaggio, comici e di genere fantastico, biografie religiose, studi evangelici, rievocazioni storiche in forma saggistico-narrativa, dialoghi filosofici, raccolte di aforismi, antologie poetiche, libri di satira politica a fumetti.
    Le sue opere più importanti sono una rivisitazione de “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni (“Il manoscritto graffiato”, 2010) e un romanzo-saggio sulla Passione di Cristo (“Gulgalta”, 2018).
    Ha recentemente pubblicato presso editori di Roma, Catanzaro, Cagliari, Firenze, Palermo, Ferrara, Verona, Bari e Varese.

  • Mastro Titta
  • Michele Bilancia

    Architetto libero professionista. Michele Bilancia, fin dagli esordi della sua carriera si dedica a un’intensa attività letteraria, declinata, almeno in prima battuta, sui temi dell’architettura e della conservazione: molti sono i suoi saggi sull’argomento, a cominciare da “Il rapporto della città Medioevale di Perugia con la cinta muraria etrusca” Edito dal Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria che avrebbe poi segnato il prevalente interesse di Bilancia sul tema affascinante delle mura urbiche. Interesse che si conferma e, allo stesso tempo, diversifica attraverso decine di altri saggi, articoli, monografie finendo per confluire, con un intero Capitolo dal titolo “Le Opere Provvisionali”, nel prestigioso “Trattato di Restauro” di G. Carbonara, V. III°, Cap. 1°, Ed. Utet, Torino.1996. Anche sul piano della Ricerca storico-scientifica dedicata per la maggior parte al tema delle mura, l’autore s’impegna per far luce, nel corso degli anni, sui diversi aspetti delle monumentalità perugine e non. Tra i testi più rappresentativi da citare non possono mancare “La nascita di una via: la Canapina di Perugia” nel “Il muro etrusco di Perugia: la Cupa.” Quaderni di Radici di Pietra N.1/2008. Ed. Italgraf, Perugia 2008 e, soprattutto, nel “Il Muro nascosto - Alla scoperta delle mura antiche della città di Perugia”, Ed. Italgraf, Perugia 2005. Pubblicazione, quest’ultima, che, alla distanza di dieci anni, avrebbe dato vita alla presente riedizione, Tozzuolo Editore, Perugia 2015. L’intensa attività divulgativa dell’autore (sorretta peraltro dall’instancabile azione dell’Associazione Radici di pietra) ha infine portato Bilancia a cercare altre formule letterarie di inclusione e coinvolgimento. Si tratta di testi capaci di arrivare più in profondità, insomma, e soprattutto più adatti a essere destinati a un pubblico più diffuso e variegato. Sono nati così, quasi per gioco: “Polvere di musica - le note della storia sulle Mura etrusche”. Fabrizio Fabbri Editore, Perugia 2009 e il thriller “L’ultimo Vangelo - Il mistero di Tun Aggel, Vertigo Editore, Roma 2011. Sullo stesso registro di quest’ultimo sta ora per uscire, per Morlacchi Editore, Perugia 2017 “Il mistero dei vasi canopi il nuovissimo giallo di Bilancia che si diverte, questa volta, a far risolvere a un bambino di dieci anni l’intrigo fittissimo provocato dagli oscuri delitti consumatisi attorno a un tratto misterioso, quanto immaginario delle mura etrusche di Perugia.

  • Mirela Dascalu

    Mirela Dascalu nasce il 31 gennaio 1976 a Vaslui, una piccola città nel nord est della Romania. Ha studiato e vissuto una buona parte della sua vita a Iasi, città ricca di storia e di cultura, con tante influenze ed impronte della civiltà romana e del rinascimento italiano. Da Febbraio 2006 vive in Italia, vicino a Firenze dove lavora come infermiera.

    L’amore per la poesia e la scrittura nasce durante l’adolescenza con piccoli racconti e poesie; tuttavia questa passione verrà accantonata per diversi anni dall’autrice per potersi dedicare completamente alla vita professionale e alla famiglia. Il tema prevalente dei suoi componimenti è l’amore con tutte le sue emozioni e non solo. Fonte d’ispirazione sono anche la natura e il vivere quotidiano in tutte le varie sfaccettature.

    A dicembre 2020, durante un periodo di grandi cambiamenti e stimolata da alcuni amici decide di dedicarsi nuovamente alla scrittura partecipando al suo primo concorso dal titolo “Concorso internazionale di poesia,organizzato dal Centro Giovani e Poesia di Triuggio” dove ottiene il terzo premio alla sezione “Foto Poesia - in memoria Angelo Villa”. Da qui ne seguiranno molti altri con altrettanti riconoscimenti tra cui “Autore Selezionato da Aletti Editori per la collana - Poeti del Nuovo Millennio a Confronto“.

    Presente nei social media gestisce la pagina Facebook “Poesia del mio cuore”.

  • Monica Lucacci

    Monica Lucacci nasce nel 1966 a Perugia, città dove è sempre vissuta e per la quale prova un profondo attaccamento, lo stesso che nutre per le proprie radici familiari.

    È sposata, diplomata dietista, ma da oltre venticinque anni è impiegata presso un’impresa di onoranze funebri. È anche segretaria presso l’Associazione per la Cremazione di Perugia.

    È da sempre appassionata di film horror, e dedita alle letture sul mondo paranormale. Crepundia è il suo primo romanzo attraverso il quale ha dato voce alle emozioni del proprio mondo interiore, che si è sorprendentemente rivelato ricco di fantasia e di immaginazione.

    Nel 2020 partecipa al Concorso Letterario “RACCONTI UMBRI 2020”e risulta una delle vincitrici con il racconto “ I GEMELLI” un’ estratto del romanzo omonimo.

  • Morena Righi

    Morena Righi nasce e vive a Perugia dalla nascita. Madre e nonna è alla sua prima esperienza editoriale. Lavora con passione e professionalità, da trentatré anni presso una casa di riposo per anziani del capoluogo umbro. Passa il suo tempo libero coltivando l’hobby della fotografia, della cucina e soprattutto il suo hobby preferito è quello di svolgere il ruolo di nonna. Leggere, ascoltare musica e andare alla scoperta della sua terra, in solitudine o in compagnia. È proprio da una di queste escursioni , ammirando la bellezza delle montagne e della campagna Umbra che ha sentito l’esigenza di mettere per iscritto le sensazioni e le emozioni provate.

  • Oreste Toma

    Oreste Toma vive nel Salento, nel paese in cui è ambientato il romanzo.

    Maturità classica e laurea in ingegneria. Docente di Topografia.

    La storia narrata costituisce il secondo romanzo della sua “trilogia salentina” (La mamma Rosa, La regina della notte, La bella donna)

  • Ottavio Nicastro

    Ottavio Nicastro, di professione medico. Scrittore per passione. Per un lungo periodo ha militato nelle fila del Gruppo Teatro Ricerca sia nella veste di autore, sia di regista.

    All’attivo due commedie, un dramma, un musical, che hanno avuto un buon successo da parte del pubblico. Nella veste di regista ha diretto diciannove video clip, alcuni musicali. Ha pubblicato dieci libri che spaziano dal fantasy, fantascienza, giallo classico e a sfondo paranormale. Thriller, romanzo comico. Dramma.

    Al presente è impegnato nella stesura di una tetralogia fantasy.

  • Ottorino Gurrieri

    Ottorino Gurrieri (Ragusa, 1905 – Corciano, 1992), scrittore, giornalista, studioso d’arte, funzionario presso l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro le malattie e insegnante di mutualistica presso la Scuola superiore di servizio sociale “G. Barigiani” di Perugia, per molti anni fu presidente dell’Azienda di promozione turistica (APT) di Perugia, accademico d’onore presso l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, ispettore onorario ai monumenti, rettore della Brigata Perugina Amici dell’Arte), autore di oltre un centinaio di pubblicazioni, tra cui una collana di guide monografiche ai principali luoghi e monumenti di Perugia, oltre una Storia di Perugia e Immagini di Perugia che fu.

  • Paolo Bartoli
  • Paolo Bertulessi

    Paolo Bertulessi, scrittore e poeta nato a Bergamo ma padovano d’adozione, sin da adolescente si appassiona alla letteratura e consegue poi la Maturità Classica.

    È stato istruttore sportivo ed è attualmente titolare di un’enoteca a Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova, punto nevralgico delle sue ispirazioni narrative e poetiche.

    L’autore dedica molto del suo tempo alla scrittura di romanzi e sillogi poetiche, prediligendo il genere noir da lui ridefinito “psiconoir”.

    Nel 2018 pubblica il suo travolgente romanzo d’esordio “Esistenze proibite”, edito dalla casa editrice “Le Mezzelane”, seguito da “Aurum inferno operaio”, edito dalla “PAV Edizioni” e opera accolta al Premio Campiello nel 2019.

    In questo stesso anno esce la sua prima silloge poetica, intitolata “Nuotando nel mio assenzio”, opera inserita nell’antologia “Guido Zucchi 2019”.

    Nel 2020 vengono pubblicati la raccolta di poesie “Come sputi nella sabbia”, sempre da “PAV Edizioni”, e il romanzo “In viaggio per lei”, scritto a quattro mani con l’amico Alberto Tacca e dedicato alle donne vittime di stalking nei social.

    Nel 2021 vede la luce la sua nuova opera poetica “La nudità dei sassi”, silloge in concorso al Premio Internazionale di letteratura “Città di Como” ed edita dalla Casa Editrice “Bette Edizioni”di Padova.

    Nel 2022 pubblica, con la PAV Edizioni, il suo nuovo importante romanzo psiconoir “1976-2020 Il volo del deicida”.

  • Paolo Pergolari

    Paolo Pergolari si è trasferito sulla Terra poco dopo la fine della guerra e la proclamazione della Repubblica. Nacque in Umbria, a Foligno, tra gli stenti di allora e subito decise per una metodica opera d’invecchiamento che lo ha portato da una noiosa infanzia all’inquieta adolescenza sessantottina; poi dai banchi della biologia al dottorato e a una tiepida vocazione di ricercatore universitario e infine, da un frivolo lavoro di palcoscenico a un più sicuro porto impiegatizio. Nel frattempo, con l’espediente della pittura, è riuscito a sperimentare il perdersi tra le vie oscure dell’anima fino ad arrivare alla narrativa; ma non per dare il suo piccolo contributo alla salvezza della specie letteraria, bensì per la sua rinascita culturale. Infatti ha pubblicato i romanzi: Le dolci viole del pensiero (1990), I prigionieri del Palazzo (1992), Circostanze di famiglia (1994), Massaccesi Luigi e altri simili (2017) e le raccolte di racconti: L’assoluto imbarazzante (2004) e Riflessi (2017).

    Suoi racconti sono presenti in antologie e riviste letterarie.

  • Patricia Gallo

    Patricia Gallo è nata l’11 gennaio del 1971 a Buenos Aires (Argentina), in una famiglia di origine italiana.

    Arriva in Italia venticinque anni fa stabilendosi a Capri, il suo amore incondizionato per l’Italia e principalmente  per la storia della Perugia medievale la porteranno a scrivere  questo romanzo.

    Da qualche anno ha deciso di avventurarsi nel mondo del web collaborando con “il club del libro di capri” presentando autori emergenti. Oggi cura il suo profilo personale con una discreta presenza di autori.

    Intrappolati nel tempo è la sua prima esperienza letteraria.

  • Paul Beathens

    Paul Beathens,vero nome Paolo Vinti (Perugia, 31 luglio 1960–Perugia, 28 novembre 2010), è stato un “leggendario compagno”, poeta di strada e performer, rivoluzionario, chiosatore dei classici del marxismo, tenace sostenitore dell’ipotesi comunista (“ipotesi” era forse la sua parola preferita), teorico della sinistra perugina. Un compagno "strano" come "strana" è tanta "sana" sinistra, ma una persona che tutti sentivamo "fratello", subito ed istintivamente.Giornalista e animatore culturale, fratello di Stefano (segretario regionale di Rifondazione Comunista ed assessore regionale), era redattore di un foglio di temi politici ed era una figura notissima a Perugia, soprattutto in corso Vannucci, dove scambiava spesso opinioni politiche con i protagonisti della vita culturale della città e dell’Umbria. Tra i tanti episodi che lo riguardano, il pranzo con lo scrittore argentino Osvaldo Soriano, incuriosito da una battuta che Paolo gli rivolse per strada. Erano un must i suoi roboanti discorsi, che davano più carica di un caffé doppio.

    Paolo era una presenza ineludibile in Corso Vannucci, a Perugia. Occhialuto, di mezza età, con possente voce baritonale, un volto e un corpo che dovevano averne viste e vissute di cotte e di crude. Immancabili le sue declamazioni. Nel linguaggio di Paolo, la “declamazione” era una sorta di comizio poetico fatto di anafore, ripetizioni cicliche, digressioni solo apparenti, in versi liberi che frullavano tutti i linguaggi della storia della sinistra e dei movimenti. Gli elementi subito riconoscibili erano: una riproposizione sul filo della parodia della “lingua di legno” terzinternazionalista; certe formule “gruppettare” anni ’70; pezzi di terminologia di Louis Althusser (che Paolo doveva conoscere bene); infine, frammenti di utopie hippie screziate di fantascienza.La cosa peculiare è che, ovunque le improvvisasse, le sue declamazioni non erano mai fuori tema. C’era nel declamare, nel versificare di Paolo Vinti, una puntualità, un’esattezza, una precisione non tanto dei concetti quanto delle immagini: Paolo trovava sempre l’immagine più sorprendente, quella che ti riconciliava con tutta la tua (e la sua, e la nostra) storia, offrendone una visione olistica: il bello e il brutto, gli sbagli e le conquiste, le meraviglie e l’orrore, la libertà e il Terrore e di nuovo la libertà. Una delle sue strategie retoriche preferite consisteva nell’affastellare nomi di paesi, di partiti, di gruppi guerriglieri, di rivoluzionari e filosofi, componendo l’affresco di un “super-fronte popolare” che comprendeva tutti, ma proprio tutti: stalinisti e trotzkisti, anarchici e socialdemocratici, maoisti e preti operai… Da Romano Prodi a Pol Pot. L’effetto era irresistibile. Seriamente esilarante.Immancabile la sua camicia sbottonata e le due cravatte portate a tracolla, in segno di ribellione al perbenismo borghese.Il Compagno Paolo Vinti si è spento la mattina del 28 novembre 2010, dopo essere stato colpito da un ictus pochi giorni prima ed essere entrato in coma irreversibile. Con Paolo se ne è andato un grande, di sicuro un uomo onesto.

  • Pellegrino Artusi

    Pellegrino Artusi, nacque a Forlimpopoli (FC) il 4 agosto 1820 e muore a Firenze il 30 marzo 1911. Figlio del mercante, Agostino Artusi, compì gli studi presso il seminario di Bertinoro, sempre nel forlivese. Dopo gli studi si occupò degli affari di famiglia (suo padre era un droghiere benestante). A segnare una svolta nella vita del giovane Pellegrino e della sua famiglia fu la famosa incursione del Passatore, il celebre brigante, a Forlimpopoli, il 25 gennaio 1851. Nella stessa notte, la banda fece manbassa a casa dell’Artusi. L’anno successivo la famiglia lasciò Forlimpopoli e si trasferì a Firenze, dove, Pellegrino, trentaduenne, si dedicò all’attività commerciale con un certo successo. Continuò a vivere in Toscana dove morì nel 1911 a 91 anni, ma mantenne sempre vivi i rapporti con la città natale. Artusi godette di una vita agiata, senza mai perdere di vista le sue passioni per la letteratura e la cucina. Ritiratosi a vita privata, si dedicò a tempo pieno a questi interessi, scrivendo prima una biografia di Foscolo e poi “Osservazioni in appendice a 30 lettere del Giusti”, entrambi pubblicati, sensa successo, a sue spese.

  • Raniero Gigliarelli

    Rappresenta una figura di spicco del periodo risorgimentale della zona di Perugia. Medico militare, si distinse per ricerche sulla diffusione della malaria nelle caserme del regio esercito. Scrisse molti libri, tra i quali spicca un'opera monumentale sulla storia di Perugia di oltre 1000 pagine, intitolata Perugia antica e Perugia moderna indicazioni storico topografiche edita nel 1907.

  • Robert Richmond

    Ad un approccio decisamente precoce con la scrittura, culminato a soli 14 anni con la pubblicazione di una raccolta di poesie, è seguito un lunghissimo periodo di silenzio, caratterizzato da una serie infinita di progetti narrativi mai portati a termine.

    Alla ristretta cerchia di sostenitori, che mi ha a lungo accusato di sprecare il dono del mio presunto talento, mi sono limitato a rispondere che non scrivevo solo perché non avevo nulla da dire.

    Trascorsi circa quarant’anni, per puro piacere personale e senza alcuna velleità da scrittore emergente, ho finalmente concluso il mio primo romanzo:  “L’importanza di avere un nome”.

    Sollecitato dai pochi che avevano letto il manoscritto, l’ho proposto ad una piccola casa editrice che lo ha pubblicato nel luglio del 2014.

    Il libro riscuoteva un inatteso gradimento di pubblico ed otteneva recensioni lusinghiere da parte dei lettori.

    “L’Ombra Scura dell’Arcobaleno” è l’epilogo di quell’opera prima.

  • Roberto De Romanis

    Roberto De Romanis ha insegnato Letteratura Inglese presso l’Università degli Studi di Perugia. Ha pubblicato numerosi saggi su libri e riviste, e curato volumi su varie tematiche relative alla sua disciplina e alla letteratura in genere. Ha inoltre raccolto, in Ma che mondo è questo? Interviste sulle emergenze di inizio millennio (Roma, Manifestolibri, 2007), una serie di sue conversazioni con importanti attori della politica e della cultura contemporanea, tutti amici del circolo culturale «primomaggio» e protagonisti di alcune delle sue più importanti iniziative.

  • Roberto Patruno

    Roberto Patruno, nato a Corato, importante centro agricolo della Puglia, nel 1943, è cresciuto e ha studiato nella Taranto degli anni ’50 assorbendo i colori, i profumi e le contraddizioni di un Sud non ancora industrializzato. Ha poi intrapreso la carriera di ufficiale della Marina Militare-Guardia Costiera conseguendo il grado di Ammiraglio nel 2001.

    Dedicatosi alla narrativa dal 2011, ha già pubblicato la raccolta di racconti Una settimana balorda, Gerace (RC) - Leonida, 2014; e i romanzi L’amore malato, Gerace (RC) - Leonida, 2013; Quartetto d’archi, Napoli - Graus Edizioni, 2015; Nel nome di Allah, Napoli- Graus Edizioni, 2018; e Thanatos, Bousbach (FR), Lux-Co Edizioni, 2020.

    Vive e lavora a Roma.

    Devolve i suoi diritti di autore a favore degli orfani del Bethany Orphanage a Mthatha (Sudafrica) assistiti dal medico italiano Giorgio Cusati.

  • Rosanna Bianconi

    Rosanna Bianconi nasce all’inizio degli anni del boom economico. Viene al mondo in un piccolo, magico borgo di Marsciano, un comune dell’entroterra perugino, sistemato come una delicata miniatura sopra una collina, immersa in quel noto verde che fa dell’Umbria l’elemento distintivo.

    La sua è una famiglia di umili origini ma di onesti lavoratori che, pur nella semplicità, le trasmetteranno quei sani principi importanti per iniziare, con coraggio, il tortuoso cammino della vita.

    Dopo gli anni sessanta, abbandonati gli studi, cercherà la sua indipendenza attraverso il lavoro. Ciò gli permetterà di intraprendendo un nuovo viaggio all’interno di sé e nell’ambiente circostante analizzando ogni possibilità emotiva, fino a definirsi lei stessa: determinata, a volte critica, ma sempre gioviale, a tratti spigolosa con chi, più o meno e a seconda del caso, mi si pone drasticamente davanti.(o mi circonda).

    Dopo il matrimonio, darà alla luce due figli, finché la sua vita subirà un’immensa lacerazione che la porterà a vivere una profonda crisi emozionale e interiore. Sarà proprio il racconto dei fatti accaduti a permetterle di guardare avanti e, soprattutto con le parole, di mantenere quella promessa fatta a suo figlio perduto.

  • Sandra Cordon

    Sandra Cordon è una giornalista di origine canadese. Attualmente vive e lavora a Roma presso l’agenzia giornalistica ANSA. Sandra è nata nel 1960 in un paesino rurale dell’Alberta, una regione nel Canada occidentale, dove è cresciuta in una grande famiglia, sognando che un giorno avrebbe esplorato il mondo oltre le cime innevate delle Montagne Rocciose.

    Ha studiato Scienze Politiche ed Economia all’Università di Calgary e ha cominciato a lavorare come giornalista per piccoli quotidiani nel Canada Occidentale, prima di entrare a far parte della principale Agenzia Giornalistica Canadese, la Canadian Press. Ha lavorato come giornalista per più di 20 anni in molte città ed ha scritto su un’ampia selezione di argomenti dalla polizia ai tribunali, alla politica, al mondo degli affari e persino allo sport.

    In tutti questi anni, Sandra ha viaggiato molto in tutto il mondo, sia per piacere che per lavoro; ha visitato la Cina, la Russia, molti paesi europei, l’America Latina e gli Stati Uniti. Ma l’Italia è sempre stato il suo paese preferito e le sono bastate poche ore a Perugia per innamorarsi della sua grande bellezza, il suo spirito, la sua nobile storia, la sua gente e, naturalmente le sue opere d’arte e i suoi monumenti.

    È stato amore a prima vista fra Sandra e Perugia ed è stato naturale che la città facesse da ispirazione per il suo primo romanzo, The Virgin and the Griffin che Sandra ha iniziato a scrivere nel 2009. Alla fine del 2011, dopo aver finito di lavorare sul romanzo, Sandra ha deciso che era il momento giusto per raccogliere una nuova sfida: ha deciso di lasciarsi il Canada alle spalle: si è trasferita a Roma con due sole valigie, il manoscritto del suo romanzo e la determinazione ad ascoltare, osservare e imparare.

    Mentre lavorava come giornalista free-lance e studiava italiano a Roma, Sandra ha pubblicato Yhe Virgin and the Griffin come e-book. Poco dopo, è riuscita a trovare lavoro con l’agenzia giornalistica ANSA e ha continuato a visitare Perugia e tutta l’Umbria ogni volta che ha potuto.

    Al momento, Sandra sta scrivendo il suo secondo romanzo che, come la sua prima opera, è ambientato nell’Italia rinascimentale.

  • Silverio Pisu

    Eclettico scrittore, cantautore, attore e doppiatore nato a Roma nel 1937. Figlio del noto attore Mario Pisu e nipote dell’attore e conduttore televisivo Raffaele Pisu, esordisce come attore-bambino negli anni 1940-1943 in 6 pellicole cinematografiche. All’inizio degli anni ‘60 si trasferisce a Milano, dove frequenta il Derby Club. Acquista notorietà come sceneggiatore e narratore delle popolari “Fiabe sonore” della Fratelli Fabbri (collezionabile settimanale di 180 fascicoli con disco in vinile a 45 giri). Nel 1964 incide anche “Ballate di ieri - ballate di oggi” (EMI Columbia), in cui canta “Carlo Martello”, “L’eroe, La ballata del Miché”, “Il testamento”.
    Nello stesso anno, durante la trasmissione televisiva “Questo e quello”, condotta da Giorgio Gaber, canta insieme a Jannacci, Profazio, Toffolo e lo stesso Gaber la canzone “Addio a Lugano” di Pietro Gori. Tra il 1965 e il 1967 scrive racconti di fantascienza. Nel 1970 partecipa allo Zecchino d’oro scrivendo il testo del brano “Che bella festa sarà”. Tra il 1968 e il 1976 sceneggia gli spot animati “Tacabanda” della Gamma Film per Carosello della pubblicità dei biscotti Doria. Inizia la sua carriera di doppiatore nei primi anni ‘80 dando un enorme contributo alla scuola milanese: fonda insieme a Dario Viganò lo Studio P.V., Presta la voce al co-protagonista bianco, l’editore Tom Willis (l’attore Franklin Cover) del telefilm “I Jefferson”. Dirige inoltre il doppiaggio di alcuni film di animazione e videogiochi.
    La sua attività nel mondo dei fumetti comprende la sceneggiatura, con Remo Pizzardi, delle avventure a fumetti erotico-fantascientifiche di “Cosmine”, disegnate da Giorgio Cambiotti ed Annibale Casabianca nel 1973. Realizzato dalla Ediperiodici sarà il primo fumetto italiano tascabile a colori e può essere ritenuto un anticipatore del genere postatomico che sarà in auge nel decennio successivo. Nel 1975 ha inizio la saga di “Tomboy” disegnata da Nadir Quinto, sul Corriere dei Ragazzi. Nel 1976 pubblica a puntate “Lo Scimmiotto”, interpretazione di un classico della letteratura cinese, disegnato da Milo Manara con il quale realizza anche “Alessio - il borghese rivoluzionario”. Collabora con lo StudiOriga di Milano, scrivendo tra l’altro le serie “Blu Max” (disegnata da Alberto Castiglioni) e “Doctor Salomon” (disegnata da Fabio Civitelli e Luca Dell’Uomo).

  • Simone Signorini

    Simone Signorini è nato a Perugia nel Giugno del 1966. Laureato in lettere, ha costantemente coltivato l’amore per i libri e la scrittura. Poeta e drammaturgo, appassionato di cinema e di teatro, ha collaborato attivamente a Orvieto alla formazione dell’associazione culturale “Kamina” di cui è vicepresidente. Attratto dalle filosofie orientali e dall’archeologia, non ha mai interrotto i propri personali studi, facendo del viaggio una tappa fondamentale della ricerca. Si definisce “Scrittore e libraio per vocazione”. Spostandosi in diverse città d’Italia in occasione di fiere antiquarie e mostre della stampa antica, svolge l’attività di libraio antiquario da oltre vent’anni.

  • Stefania Sisti Tiddia

    Stefania Sisti Tiddia è nata nel 1964 a Cagliari, dove vive con la propria famiglia.

    Laureata in pedagogia, specializzata e particolarmente sensibile alle fragilità degli alunni diversamente abili, lavora, nella scuola, come docente di sostegno. Ha anche svolto attività come operatore psicopedagogico e come bibliotecaria.

    Amante della buona lettura, particolarmente sensibile alle tematiche storiche che toccano l’Europa, ne approfondisce i contenuti con entusiasmo.

    Ha frequentato i corsi di scrittura e scenografia tenuti dall’Accademia d’Arte di Cagliari.

  • Valeria Ventura

    Valeria Ventura è stata per molti anni docente di lingua e cultura italiana presso l’Università per Stranieri di Perugia, occupandosi prevalentemente dell’insegnamento della fonetica e della fonologia dell’italiano.
    Bolognese di nascita, vive attualmente a Perugia.
    Nel 2016 ha pubblicato Stranieri, Nove storie a Perugia. Francesco Tozzuolo Editore.

  • Vanni Cicchinelli

    Vanni Cicchinelli, è nato a Cosenza il 20/04/1959. Ha vissuto per lungo tempo a Milano, dove si è laureato in Storia della filosofia politica, collaborando con la stessa cattedra per alcuni anni, e partecipando a un piano di ricerca del CNR sulla “Scienza della logica” di Hegel. Abbandonato l’ambiente accademico ha svolto i più svariati lavori. Attualmente vive tra le campagne astigiane e Milano.

  • Vincenzo Filippo Bumbica

    Vincenzo Filippo Bumbica è nato e vive a Catania. Appassionato di Cinema e Sport vanta nel passato varie collaborazioni giornalistiche che vanno dal settimanale calcistico Sportivissimo, al settore tennistico del quotidiano Espresso Sera, passando per il quindicinale a carattere internazionale Match Ball: testate mediante le quali ha raccontato i luoghi, le gesta e i personaggi del calcio e anche del tennis catanese financo nazionale e internazionale. Nel frattempo inseguendo una passione contratta da quando era studente universitario, comincia a scrivere e si inoltra nel meraviglioso mondo della letteratura per giungere a questa quinta pubblicazione dopo i due romanzi “Cortili” e “Una sera verso la fine d’agosto”, il libro “CIAK – Donne e uomini dello spettacolo nell’età dell’oro” e il libro di racconti “Catania Graffiti”, di case editrici varie.

  • Vincenzo Di Giorgio

    Vincenzo Di Giorgio nasce a Napoli il 01 giugno ‘73 dove vive tuttora.

    Lavora presso un agenzia di Vigilanza, di cui è responsabile.

    Nella sua vita si è trovato spesso ha fare i conti con la”Fortuna”, avendo sempre la meglio su di essa. Non facendosi mai trovare inpreparato, ma superando con dovizia i problemi che gli ostacolano la strada, seminando sempre speranza

    Nei terreni aridi dei problemi.

    Il suo motto è “chi semina raccoglie”.

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